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Milano Marathon 2018 – Le Staffette

Ecco la prima iniziativa #cancersucks per il 2018.

E anche questa volta abbiamo deciso di superare i limiti.

Infatti per la Maratona di Milano, che si svolgerà l’8 aprile, non solo parteciperemo come runners cercando di sensibilizzare più persone possibili, ma abbiamo anche attivato un programma per l’acquisto delle iscrizioni alle staffette.

Che cosa vuol dire?

La Maratona di Milano ormai da qualche anno, oltre a proporre una gara individuale di 42 km, ha aggiunto la possibilità di formare staffette di 4 runners che percorrono la maratona dividendosi in frazioni di circa 10 km ciascuna. In questo modo anche tanti atleti meno preparati dei maratoneti possono vivere l’emozione di una maratona, la regina delle gare di corsa a piedi.

milano-marathon-2.pngLa partecipazione alla staffetta va fatta esclusivamente attraverso un’organizzazione benefica. Quindi, la Fondazione per la Ricerca Biomedica è diventata bronze partner di Milano Marathon ed è tra le charities che partecipano all’iniziativa.

Quindi basta andare andare sulla pagina dedicata, registrare i 4 partecipanti e aspettare una comunicazione da parte della Fondazione.

A quel punto sarà sufficiente versare l’importo dell’iscrizione tramite la Rete del Dono.

Inoltre tutti quelli che si iscriveranno attraverso la Fondazione riceveranno la maglietta tecnica da corsa #cancersucks da indossare il giorno della gara.

Però questo non basta. Ci piacerebbe che tutti quelli che decideranno di partecipare alla staffetta vogliano anche darsi da fare attivamente per la raccolta fondi, diventando fund raiser per coinvolgere a loro volta amici e parenti e ottenere donazioni.

Ricordiamo che tanti piccoli versamenti fanno la differenza quando li metti insieme!

Correre 42 km è impegnativo, ma farne circa 10 è praticamente alla portata di tutti.
Quindi aspettiamo numerose adesioni. Fatevi sotto!

E se avete qualche dubbio non esitate a contattarci

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Un 2017 da record

Eh si!
Quest’anno, per una serie di motivi, abbiamo toccato un record inaspettato di donazioni ricevute.

Le offerte, soprattutto attraverso la Rete del Dono, sono state continue nell’arco dell’anno, ma almeno 4-5 eventi sono stati davvero importanti ed è doveroso elencarli.

Due di questi sono legati alla corsa: ad aprile la Maratona di Milano e a novembre la Maratona di New York.

Il terzo evento invece è merito di Francesca, una dei #cancersucks più impegnati per la causa.
In occasione del suo matrimonio, oltre a sensibilizzare amici e parenti che hanno fatto tantissime offerte, con suo marito ha anche deciso di fare un’importante donazione personale.

rotary lodi1

Foto di rito con il presidente del Rotary Adda Lodigiano

 

A settembre c’è stato il Kantar Day di cui abbiamo lungamente scritto e, infine, ma solo in ordine cronologico, una serata organizzata dalla sezione del Rotary di Adda Lodigiano, dedicata a #cancersucks in cui abbiamo presentato la nostra iniziativa e ricevuto un’importante donazione

Dovremmo fare l’elenco delle persone che hanno contribuito per ringraziarle una ad una, ma questo post diventerebbe un piccolo elenco telefonico 🙂

Invece la cosa da sottolineare è che ciascuno ha fatto quello che poteva e siamo grati a tutti quanti per la loro generosità e la partecipazione alla causa.

Stiamo ancora facendo gli ultimi conteggi ma quest’anno siamo orgogliosi di dire che abbiamo superato (e di tanto) i 40.000 € di versamenti ricevuti.

Davvero tanti, forse inaspettati, ma siamo felicissimi!

É il segno che stiamo lavorando bene per far conoscere la Fondazione per la Ricerca Biomedica e che tante persone sono sensibili all’argomento e pronte a sostenere economicamente il lavoro necessario per trovare le cure migliori per le neoplasie cerebrali.

Quindi GRAZIE GRAZIE GRAZIE

Questo ci trasmette ancora più voglia di darci da fare e, ovviamente, la sfida per il 2018 è quella di superare i risultati di quest’anno.

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Maratona di New York

Spettacolare!

E non è l’aggettivo da dare alla Grande Mela che, si sa, è davvero affascinante.
E nemmeno quello da dare alla maratona più famosa al mondo.
NO! Spettacolare è stata la partecipazione fisica e soprattutto emotiva dei Cancer Sucks.

Tra partecipanti alla gara e accompagnatori ci siamo presentati in una ventina di persone. Tutti con un unico obiettivo. Goderci la maratona e spingere per far crescere le donazioni.

ritiro pettorali NYArrivati un po’ alla spicciolata con qualche giorno di anticipo, il venerdì ci siamo presentati tutti insieme al ritiro dei pettorali. Tra centinaia di persone, un’unica macchia gialla fosforescente che si muoveva nel padiglione dell’organizzazione per prendere gli agognati pettorali e la maglietta ufficiale (che per un runner vale più di qualunque capo firmato), oltre a spendere qualche dollaro tra gli stand degli sponsor.

Poi in giro per la città senza sosta e senza troppo preoccuparsi che camminare troppo non è proprio salutare per chi vuole correre 42 km nelle successive 24 ore. Ovviamente ciascuno con i suoi interessi: chi a vedere musei, chi a perdersi nelle infinite strade di Manhattan, chi a fare shopping più o meno sfrenato.

Appuntamento fisso per la cena, rigorosamente insieme. E anche se la città è ricca di ristoranti di ogni genere prenotare per 20 non è mai facile. Ma abbiano fatto tavolate davvero degne di nota.

Alla fine è arrivato il grande giorno. Sveglia prima dell’alba per arrivare ai cancelli di partenza in orario, dopo aver attraversato la città con ogni mezzo.

Non siamo riusciti a partire tutti insieme perché ognuno aveva cancelli e orari diversi. Ma da soli o a gruppetti abbiamo tutti vissuto la stessa unica emozione di essere in procinto di partire dal ponte di Verrazzano in mezzo a migliaia di persone con la stessa carica di adrenalina.

BUM! Un colpo di cannone e finalmente si parte.

La maratona è lunga ed è davvero un viaggio che ciascuno ha vissuto in maniera diversa alternando grande fatica a un super entusiasmo. Ognuno ha preso il suo passo e qualcuno è riuscito a correre con un compagno.

Di sicuro abbiamo tutti goduto del fatto di correre in una città in festa pronta a fare il tifo per il primo keniano o per qualsiasi sconosciuto a cui gridavano “Good job Cancer Sucks!!! Keep going!”

42 km in cui ti godi una città unica, tra ininterrotte ali di folla mentre corri per strade che di solito vedi con un sacco di traffico.

Finchè, dopo tanta sofferenza, arriva la gioia di vedere Central Park. Gli ultimi 2 km. E ormai li fai con il cuore perché gambe, fisico e testa ti stanno già chiedendo da tempo di fermarti e riposare.

IMG_20171105_151156E poi l’ultima curva e le ultime centinaia di metri. Piove, ma nessuno ci fa caso. Né chi corre né tantomeno chi ci ha accompagnato e sta facendo un tifo incredibile per incitarci ad arrivare al traguardo. Gli ultimi 3-4 minuti prima dell’arrivo li abbiamo fatti tutti con una grande gioia nel cuore e, allo stesso tempo, continuando a pensare a Luca che quel traguardo l’aveva passato più volte.

Poi neanche da dire: il traguardo si taglia con le lacrime agli occhi!

Abbiamo tutti concluso la gara, con l’orgoglio di farci mettere al collo la medaglia di finisher. Non importa quanto ci abbiamo messo (beh! Forse non vale per tutti, visto che qualcuno dei nostri è un po’ più competitivo…), ma lo abbiamo fatto. In memoria di Luca e per una buona causa.

Quindi c’è solo da esserne fieri

E siamo stati ancora più fieri quando alla sera, tutti riuniti davanti alla meritata bistecca (e birra) abbiamo visto quante donazioni erano arrivate.

Grazie. Grazie Grazie. A chi ha corso, a chi ha accompagnato, a chi ha fatto il tifo da casa, a chi ha donato quello che poteva.

E grazie a Luca. Non c’è più, ma senza di lui tutto questa unione e voglia di fare non sarebbero mai accaduti.