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New York 2018 – la Ceschi

All’inizio del 2018 Francesca, la Ceschi, come viene chiamata dalla stretta cerchia di amici, compie 50 anni.
Pochi mesi prima ha accompagnato suo marito Carlo e gli amici a New York per la Maratona.
Ha negli occhi le immagini di quelle giornate.

E in fondo al cuore un desiderio che fatica a confessare: “e se anch’io sfidassi me stessa e per festeggiare i miei 50 anni mi mettessi alla prova nei 42 km di New York?”

Dal desiderio, al ritrovarsi iscritta alla Maratona più famosa del mondo, il passo è breve.
Siamo alla fine di Marzo. Mancano 7 mesi al nastro di partenza. La Ceschi è donna pragmatica e non perde tempo. Si affida a un coach che la inizia all’arte della corsa. Quattro volte alla settimana con varie andature di velocità. Addominali e esercizi di stretching nei restanti giorni. Perde qualche chilo (che era di troppo), si concentra ogni giorno di più e diventa una appassionata della corsa a tutto tondo.

Difficile, quasi impossibile che perda un allenamento, a scapito del divano e dei suoi amati libri, di qualche chiacchiera con le amiche. Allenarsi per una maratona non è semplice. Gli impegni lavorativi non danno molto scampo, ma volere è potere.

Corre con Carlo che la incita.
Corre da sola. Sono i momenti più belli. Perché sono quelli nei quali riesce fare un sacco di ragionamenti fra sé e sé.

E quando non ne ha più, si ricorda di Luca.

E allora la stanchezza, e le gambe che non girano, e il piede che fa male e la pioggia e il caldo e il buio, non fanno più paura.
Luca era andato avanti oltre ogni ragionevole dubbio. E lei non vuole tradire la sua memoria.
E poi a questo punto, la macchina organizzativa è partita. La raccolta fondi per CANCERSUCKS sta dando buoni risultati. Gli amici, i conoscenti e qualche anonimo aiutano a mandare avanti questo progetto così importante.

A novembre la Ceschi parte con Carlo per New York. Lui le ha promesso che correranno insieme. Lui le farà da pacer.
Nella maratona del 2017 il gruppo dei CANCERSUCKS era decisamente folto. Quest’anno gli impegni di ciascuno sono stati più impellenti della Maratona.
La Ceschi e Carlo saranno da soli a fare da portabandiera della causa CANCERSUCKS.

Cosa dire di questa esperienza?
La Ceschi non si capacita di essere la persona che ritira il suo pettorale, che prepara la maglietta CANCERSUCKS, che si alza alla cinque dopo una notte insonne a litigare con i fantasmi, a essere sulla linea di partenza a ascoltare l’inno americano, in silenzio concentrata. Vede il sorriso del suo amico Luca che, chissà da dove, la incita.

E così sarà per tutti i 42,195  km.
Sente solo gioia, solo le grida della folla che vede la sua maglietta e le urla go CANCERSUCKS, go!!
E via un quartiere dopo l’altro, un ponte dopo l’altro, si macinano i km.
Fino all’ ingresso in Central Park.
La stanchezza si fa sentire. Le ore sulle gambe iniziano a pesare.
E allora di nuovo l’immagine di Luca. Dell’amico che ti sprona a continuare.

L’emozione del taglio del traguardo è qualcosa di fortissimo. I battiti del cuore salgono, salgono.
…come la raccolta che era stata aperta qualche settimana prima della gara.

Never give up!!!

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