ASCO 2023: scoperta una terapia efficace per i gliomi cerebrali

7 Giu , 2023 - Studi e Ricerca,News

ASCO 2023: scoperta una terapia efficace per i gliomi cerebrali

Durante il meeting annuale della Società Americana di Oncologia Clinica che si è tenuto a Chicago fra il 2 e il 6 giugno scorsi, sono stati presentati, nella Seduta Plenaria di fronte a più di 30.000 partecipanti, i risultati di uno studio clinico internazionale (INDIGO) a cui ha partecipato attivamente il team torinese della Divisione di Neuro-Oncologia dell’ospedale Molinette della Città della Salute e della Scienza attualmente diretta dalla professoressa Roberta Rudà.

Questi risultati, secondo il professor Riccardo Soffietti, Presidente di Cancersucks, cambieranno radicalmente il percorso di cura dei tumori cerebrali gliali.

Lo studio internazionale INDIGO ha dimostrato che una nuova molecola, il vorasidenib, è in grado di rallentare la crescita tumorale dei gliomi di basso grado. I risultati di questo studio, che ha reclutato 331 pazienti provenienti da 10 Paesi e rivoluzionerà la pratica clinica, sono stati appena pubblicati sulla prestigiosa rivista scientifica New England Journal of Medicine (per accedere al documento integrale, clicca qui), massima autorità scientifica in campo medico, dopo esser stati presentati appunto in sessione plenaria all’American Society of Clinical Oncology (ASCO).

La Divisione di Neuro-Oncologia dell’ospedale Molinette, unico Centro italiano e tra i pochi Centri europei, ha partecipato al disegno dello studio e reclutato pazienti pertanto appare tra gli Autori di questa prestigiosa pubblicazione.

Il Centro di Neuro-Oncologia di Torino rappresenta da anni una eccellenza nel campo della diagnosi e terapia delle neoplasie cerebrali ed è un riferimento per pazienti provenienti da tutta Italia, in particolare con diagnosi di glioma.

I gliomi cerebrali colpiscono circa 4-5 persone su 100.000 abitanti. Quelli cosiddetti “di basso grado”, rappresentati da astrocitomi ed oligodendrogliomi, colpiscono maggiormente pazienti giovani (tra i 20 e i 40 anni) e sono caratterizzati dalla presenza della mutazione IDH1-IDH2, fondamentale per la crescita tumorale.

Pur non essendo neoplasie maligne, questi tumori, per le caratteristiche infiltrative nel tessuto nervoso sano, non sono suscettibili di una rimozione chirurgica radicale. Nel tempo il residuo tumorale tende a crescere e può evolvere verso forme più aggressive.

Quando il glioma presenta la mutazione IDH produce un metabolita anomalo (oncometabolita) che promuove la crescita e l’infiltrazione tumorale ed è anche implicato nella suscettibilità a sviluppare crisi epilettiche, sintomo frequente ma soprattutto invalidante in questi pazienti.

Il farmaco vorasidenib è un inibitore specifico (terapia target) della mutazione IDH e la sua azione si traduce in un significativo rallentamento della crescita tumorale, consentendo di posticipare la radio e la chemioterapia, attualmente considerate terapie standard. Queste terapie possono essere gravate da effetti collaterali importanti, che impattano in modo significativo la qualità di vita di questi giovani pazienti.

Invece vorasibenib, farmaco assunto per via orale, ha dimostrato di essere ben tollerato e oltre ad avere un effetto sul tumore sembra essere potenzialmente attivo anche nel ridurre le crisi epilettiche.

Ora il farmaco dovrà seguire le tempistiche dell’iter regolatorio e l’approvazione delle autorità registrative negli USA e in Europa prima di poter essere prescritto ai pazienti con questo tipo di tumore, ma sicuramente vorasidenib apre un nuovo scenario nel trattamento di questi pazienti, ovvero lo scenario delle “terapie target o terapia di precisione”, già diffusamente impiegata in oncologia ma fino a questo momento di impiego limitato in neuro-oncologia.

Notizie come questa ci fanno capire quanto sia importante continuare a sostenere la ricerca.


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