Donazioni detraibili: quali, come e in che misura?

13 Dic , 2023 - News

Donazioni detraibili: quali, come e in che misura?

Sapevi che fare un gesto solidale offre vantaggi in termini di tassazione? Certo di solito la decisione di donare è sorretta da motivazioni lontane da considerazioni di tipo fiscale. Comunque è bene sapere che, oltre alla soddisfazione di aver supportato una buona causa, lo Stato si fa carico di sostenerne una parte.

Insomma si può fare del bene e pagare meno tasse allo stesso tempo.

Il legislatore ha infatti previsto una serie di vantaggi fiscali per premiare chi finanzia le attività di meritevole interesse generale sopperendo così a un fabbisogno sociale al quale lo Stato da solo non riuscirebbe a far fronte.

Prima di tutto è bene sapere che quando si effettua una donazione il risparmio fiscale, in termini di detraibilità o deducibilità, è consentito solo a condizione che il versamento delle erogazioni in denaro sia eseguito in forma tracciabile. Questo significa che deve esser stato effettuato tramite Banca – con bonifico bancario, assegno, carta di credito o di debito – oppure presso un Ufficio Postale – con versamento in conto corrente postale o vaglia postale- o con altri sistemi di pagamento previsti dall’art. 23 del D.L. 241/97.

Non sono invece detraibili o deducibili le donazioni versate in contanti, anche se viene rilasciata una ricevuta di donazione da parte dell’ente beneficiario.

Cancersucks APS (Associazione di Promozione Sociale) rilascia d’ufficio ai donatori una dichiarazione di ricevuta, tuttavia è importante sapere che questa non ha alcun valore fiscale, ma è un semplice promemoria. Quello che bisogna portare al proprio commercialista o al CAF è l’evidenza postale o bancaria: quindi estratti conti postali, bancari e della carta di credito della somma versata a nostro favore.

Cancersucks APS in quanto organizzazione non lucrativa di utilità sociale, può far applicare ai suoi donatori le disposizioni dettate per gli Enti del Terzo Settore, che consentono due tipi diversi di risparmi d’imposta: la deduzione o la detrazione.

Che differenza c’è tra deduzione e detrazione fiscale delle donazioni?

La detrazione vale solo per le persone fisiche e corrisponde al 30% di ogni somma donata. Con un tetto massimo di 30.000 euro all’anno. Esempio: per una donazione di 400 euro, la cifra detraibile corrisponde a 120 euro. Se poi, nel corso dello stesso anno, si effettuano altre donazioni, la parte detraibile totale non dovrà superare il tetto di 30.000 euro.

La deduzione vale invece sia per le persone fisiche che per le aziende. E non ha un tetto massimo, ma corrisponde al 10% del reddito imponibile complessivo dichiarato dal donatore, che viene quindi decurtato di tale somma.

Esempio: se il reddito imponibile complessivo è di 100.000 euro, la quota deducibile annuale è di 10.000 euro (ossia il 10%). Quindi, il conteggio delle tasse verrà fatto su un reddito di 90.000 euro (=100.000 meno 10.000).

Quindi, più il reddito è alto, più sono convenienti le deduzioni perché permettono di abbassare l’imponibile, ossia la somma su cui si calcolano le tasse. Tuttavia, dato che ogni posizione va valutata singolarmente, ti consigliamo di confrontarti con il CAF oppure con il tuo commercialista per verificare la soluzione più adatta alle tue esigenze.

Inoltre, c’è una precisazione in più da fare nel caso delle aziende. Per le quali, se il valore della donazione supera il 10% del reddito complessivo dichiarato al netto di altre deduzioni, la parte di deduzione non goduta può essere riportata nelle dichiarazioni successive, fino al quarto periodo d’imposta successivo (esempio, una donazione effettuata nel 2023 può essere scontata persino fino al 2028).


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