L’importanza della diagnosi precoce di un tumore al cervello

15 Feb , 2024 - News

L’importanza della diagnosi precoce di un tumore al cervello

I tumori cerebrali, detti anche neoplasie celebrali o tumori del sistema nervoso centrale, rappresentano uno dei tipi di cancro maggiormente temibili. Fortunatamente, grazie ai progressi della ricerca scientifica negli ultimi decenni, le probabilità di sopravvivenza e guarigione per chi ne è colpito sono aumentate in modo significativo.

Un fattore cruciale che influisce sul decorso della malattia e sulle chance di guarigione è la precocità con cui viene posta la diagnosi.

Diagnosticare un tumore cerebrale nelle fasi iniziali, quando le dimensioni della massa tumorale sono ancora ridotte, apre infatti prospettive migliori in termini di trattamento e di esiti della terapia.

I tumori cerebrali possono essere primitivi, cioè originati direttamente dal tessuto cerebrale, o secondari, quando cioè cellule tumorali provenienti da un tumore maligno di un organo extranervoso (più spesso polmone, mammella, melanoma, colon) si diffondono per via ematica al cervello. I tipi di tumori primari più comuni sono i gliomi (glioblastomi, astrocitomi, oligodendrogliomi di vario grado di malignità), i meningiomi, gli schwannomi (detti anche neurinomi) e i tumori ipofisari. In età infanto-giovanile i tumori più frequenti sono i medulloblastomi e gli ependimomi, mentre in età senile sono frequenti i linfomi cerebrali primitivi.

I sintomi con cui si manifestano nelle fasi iniziali della malattia sono variabili. Nei gliomi i sintomi più frequenti sono crisi epilettiche, che possono essere generalizzate, e comportare una perdita di coscienza oppure parziali con una molteplicità di sintomi anche apparentemente aspecifici (episodi vertiginosi, disturbi neurovegetativi, sensazioni gastriche anomale, etc).

I sintomi neurologici legati alla sede del tumore (disturbi di forza, sensitivi o del linguaggio) sono spesso transitori. La cefalea (il comune mal di testa) può anche essere un sintomo d’esordio, che deve essere preso in considerazione in pazienti che non hanno mai sofferto di mal di testa o in quelli in cui la cefalea di nuova insorgenza ha caratteri del tutto diversi da quelle pregresse (crisi emicraniche, cefalee muscolo-tensive). Ed è proprio a causa della difficoltà di riconoscimento dei sintomi iniziali, che non infrequentemente la diagnosi avvenga in fasi più avanzate.

Uno studio pubblicato nel 2020 sulla rivista Neuro-Oncology ha analizzato i dati clinici di oltre 500 pazienti affetti da tumori cerebrali incidenti, valutando il decorso in relazione allo stadio di malattia in cui era stata posta diagnosi. I ricercatori hanno evidenziato che nei casi di diagnosi precoce del tumore cerebrale, ossia nelle prime fasi, con diametro tumorale inferiore ai 3 cm, il tasso di sopravvivenza a 5 anni superava il 75%. Al contrario, nei pazienti con diagnosi in fasi già avanzate, con masse superiori ai 5 cm, la sopravvivenza a 5 anni scendeva al di sotto del 20%.

Questi dati mostrano chiaramente come la diagnosi precoce di un tumore al cervello sia fondamentale per aumentare in modo significativo le chance di guarigione.

Come è possibile giungere ad una diagnosi precoce di un tumore al cervello?

È importante che alla comparsa di sintomi iniziali, anche aspecifici, ci si rivolga al proprio medico di base e si effettui una visita neurologica che programmi l’indagine diagnostica.

Ecco quali sono gli strumenti diagnostici più importanti:

  • Risonanza magnetica (RM) encefalo: rappresenta l’esame di imaging di riferimento per visualizzare eventuali masse nel cervello anche di ridotte dimensioni. Grazie ai suoi alti livelli di dettaglio e contrasto è in grado di individuare i tumori quando sono ancora circoscritti.
  • Tomografia computerizzata (TC) encefalo: meno sensibile della RM nell’individuare lesioni di piccole dimensioni, ma spesso viene eseguita come prima indagine di screening in caso di sintomi generici o ad insorgenza acuta.
  • Elettroencefalogramma: utile nel sospetto di episodi critici di natura epilettica.
  • L’analisi del liquor cefalorachidiano prelevato con puntura lombare può rivelare la presenza nel liquido di cellule tumorali in caso di neoplasie celebrali con diffusione alle meningi.

Una volta effettuate le indagini di screening e individuata la presenza di una massa sospetta, è fondamentale una valutazione neurochirurgica e neuro-oncologica per impostare la strategia terapeutica. La resezione del sospetto tumore (ossia l’intervento chirurgico), compatibilmente con i rischi post-operatori, è sempre la prima strategia.

Questa strada permette da un lato una tipizzazione della natura e del grado di malignità della lesione, oltre ad una precisa caratterizzazione molecolare, dall’altro una riduzione volumetrica che ha sempre un valore nel controllo dei sintomi neurologici e nel prolungare la sopravvivenza.

E se non è possibile intervenire chirurgicamente?

Si ricorre alla biopsia stereotassica (procedura a cielo coperto in anestesia locale) per una conferma della natura tumorale. La strategia terapeutica post-chirurgica (radioterapia, chemioterapia, terapie molecolari) dipende sempre di più da una corretta tipizzazione istologico-molecolare, per esempio da che tipo di tumore è, dalla sua estensione, dalla sua sede e dalla sua massa.

In conclusione…

La diagnosi precoce dei tumori cerebrali gioca un ruolo determinante per aumentare in maniera significativa le probabilità di sopravvivenza e di guarigione. Questo obiettivo può essere raggiunto sensibilizzando la popolazione alla tempistica dei sintomi e promuovendo l’esecuzione tempestiva degli esami diagnostici indicati.

Grazie ai progressi della ricerca scientifica, una diagnosi il più precoce possibile permette oggi di affrontare con maggiori chance di successo anche i tumori più temibili che colpiscono il cervello.


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