Terapie CAR-T contro il glioblastoma: due nuovi studi

2 Mag , 2024 - Studi e Ricerca

Terapie CAR-T contro il glioblastoma: due nuovi studi

Due recenti studi clinici, pubblicati su autorevoli riviste scientifiche, presentano i risultati preliminari di due studi relativi alle CAR-T nel trattamento del glioblastoma. Scopriamoli insieme.

I successi e le sfide delle terapie CAR-T

Questi articoli, apparsi su Nature Medicine e su The New England Journal of Medicine, descrivono le prime fasi di sviluppo di due differenti approcci immunoterapici basati su CAR-T, entrambi mirati ad antigeni espressi specificamente dal tumore. Questa ricerca rappresenta un notevole sforzo da parte di due team di ricerca statunitensi, che mirano a migliorare le opzioni di trattamento per il glioblastoma, il tumore cerebrale più comune.

Le terapie CAR-T hanno dimostrato notevoli successi nel trattamento di linfomi, alcune forme di leucemia e il mieloma multiplo resistente alle terapie convenzionali. Tuttavia, le terapie CAR-T per i tumori solidi presentano ancora notevoli sfide.

«Negli ultimi anni la modalità standard di immunoterapia, quale l’uso degli inibitori dei “checkpoints”, ha dato risultati deludenti nel caso del glioblastoma» conferma Riccardo Soffietti, neuro-oncologo e presidente di Cancersucks. «Questo è stato il punto di partenza per cercare di mettere a punto modalità più specifiche di immunoterapia cellulo-mediate quali le CAR-T. Alla base di tali ricerche il problema principale è quello di identificare antigeni del glioblastoma che siano dei “drivers” significativi della sua crescita, tali che il loro blocco possa portare a risultati apprezzabili sul piano clinico».  

Ricordiamo che il glioblastoma rappresenta oltre la metà di tutti i tumori cerebrali diagnosticati, ma che la sopravvivenza è tuttora di poco più di un anno dalla diagnosi, nonostante l’utilizzo di chirurgia, radioterapia e chemioterapia. E anche in caso di sopravvivenza a 5 anni, questa media rimane tre le più basse tra tutti i tumori. Pertanto, numerosi gruppi di ricerca in tutto il mondo si stanno dedicando a sperimentare nuove strategie, tra cui terapia genica, trasporto mirato di molecole immunostimolanti e l’utilizzo delle CAR-T, per colpire le cellule tumorali del glioblastoma.

Il primo studio: CARv3-TEAM-E

Il primo studio, pubblicato su The New England Journal of Medicine, descrive lo sviluppo di una CAR-T di seconda generazione che prende di mira l’antigene EGFRvIII, specificamente espresso sulle cellule del glioblastoma. Questa CAR-T stimola anche la produzione di anticorpi che si legano alle cellule T e alle forme non mutate di EGFR, attivando la risposta immunitaria contro tutte le cellule tumorali.

Questa CAR-T, chiamata CARv3-TEAM-E, ha dimostrato risultati promettenti nei test preclinici contro il glioblastoma. Pertanto, uno studio clinico di Fase I, chiamato INCIPIENT, è stato avviato con l’obiettivo di valutarne la sicurezza su 21 pazienti entro il 2026. I primi tre pazienti trattati hanno mostrato benefici significativi dopo una singola infusione delle CAR-T direttamente nel cervello, nonostante la recidiva in due di essi. Questi risultati incoraggianti suggeriscono che il trattamento potrebbe essere promettente, poiché l’antigene EGFR si è rivelato un marcatore affidabile nel glioblastoma.

Il secondo studio: CART-EGFR-IL13Ralfa2

Il secondo studio, pubblicato su Nature Medicine, presenta una CAR-T progettata per colpire simultaneamente gli antigeni EGFR e IL13Ralfa2, espressi sulle cellule del glioblastoma. Questa strategia mira a migliorare l’efficienza delle CAR-T, chiamate CART-EGFR-IL13Ralfa2, concentrandosi su due bersagli distinti. Lo studio clinico di Fase I, che valuta la sicurezza e il potenziale terapeutico di questa nuova CAR-T, sta arruolando 18 pazienti.

I risultati preliminari su sei pazienti hanno mostrato una riduzione delle dimensioni del tumore e una parziale regressione. Sebbene nessuno dei pazienti abbia raggiunto una risposta oggettiva secondo i criteri stabiliti, sono stati osservati miglioramenti significativi in termini di riduzione delle lesioni e stabilizzazione della malattia. Eventi avversi come mal di testa, nausea, vomito e deficit cognitivo sono stati gestibili e coerenti con la somministrazione delle CAR-T per via intratecale.

Conclusioni e prospettive future

I risultati preliminari di entrambi gli studi rappresentano un passo avanti significativo nella ricerca sul trattamento del glioblastoma utilizzando le terapie CAR-T. Sebbene si tratti di studi di Fase I focalizzati sulla sicurezza e sulla ricerca della dose massima tollerabile, i risultati incoraggianti suggeriscono che le nuove CAR-T siano versatili ed efficaci nel colpire le cellule tumorali del glioblastoma.

Ulteriori ricerche e studi clinici saranno necessari per confermare questi risultati promettenti e per raggiungere il letto dei pazienti con un trattamento efficace. Tuttavia, questi progressi rappresentano una luce di speranza per i pazienti affetti da questa malattia devastante e aprono nuove prospettive per il trattamento dei tumori solidi mediante terapie immunoterapiche basate su CAR-T.


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